Woman holding her chest in pain

Adenomiosi: cos'è, sintomi, differenze con l'endometriosi e cure

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L'adenomiosi è una condizione benigna in cui il tessuto che riveste l'interno dell'utero, l'endometrio, cresce dentro la parete muscolare dell'utero. Può causare mestruazioni abbondanti e dolorose, dolore pelvico e difficoltà a concepire, ma oggi si riconosce con un'ecografia e si può curare in diversi modi, anche conservando l'utero.

In questa guida trovi le risposte alle domande più frequenti: come si manifesta, in cosa è diversa dall'endometriosi, come si arriva alla diagnosi, quali cure esistono e cosa significa per la fertilità.

Cos'è l'adenomiosi, in parole semplici?

Immagina l'utero come un muscolo cavo. All'interno è rivestito dall'endometrio, il tessuto che ogni mese cresce e poi si sfalda con le mestruazioni. Nell'adenomiosi, piccole isole di questo tessuto si trovano dentro il muscolo. Rispondono agli ormoni, soprattutto agli estrogeni, e la parete dell'utero si ispessisce. Così l'utero può diventare più grande e dolente.

L'adenomiosi può essere diffusa, quando interessa ampie parti della parete, oppure focale, quando si concentra in una zona. Una forma focale che crea un nodulo si chiama adenomioma. In passato si parlava anche di «endometriosi interna». Le cause non sono ancora del tutto chiarite.

Chi può avere l'adenomiosi?

Per molto tempo è stata considerata un problema delle donne sopra i 40 anni che avevano già avuto figli. Anche perché la diagnosi arrivava quasi solo dopo un'isterectomia, cioè dopo l'asportazione dell'utero. Oggi ecografia e risonanza magnetica permettono di riconoscerla anche nelle donne giovani.

Il rischio sembra più alto se hai avuto gravidanze, se hai subito interventi sull'utero (per esempio la rimozione di fibromi o un raschiamento) o se hai l'endometriosi. Quanto sia diffusa, però, non si sa con precisione, anche perché circa una donna su tre con adenomiosi non ha alcun sintomo.

Quali sono i sintomi dell'adenomiosi?

I disturbi più comuni sono:

  • mestruazioni abbondanti o prolungate, che nel tempo possono portare ad anemia;

  • dolore mestruale intenso (dismenorrea);

  • dolore pelvico anche fuori dal ciclo, con senso di gonfiore o di pesantezza al basso ventre;

  • dolore durante o dopo i rapporti (dispareunia);

  • difficoltà a ottenere una gravidanza o aborti spontanei.

Sono sintomi poco specifici: possono dipendere anche da endometriosi, fibromi o polipi. Per questo la diagnosi può richiedere tempo. Un dolore che ti ferma o un flusso che ti spaventa merita sempre una visita. Per conoscere gli altri segnali da non ignorare, leggi la pagina sui sintomi dell'endometriosi.

Che differenza c'è tra adenomiosi ed endometriosi?

Sono condizioni simili, ma non uguali. In entrambe c'è tessuto simile all'endometrio dove non dovrebbe essere. La differenza sta nel dove:

  • nell'adenomiosi il tessuto si trova dentro la parete muscolare dell'utero;

  • nell'endometriosi si trova fuori dall'utero, per esempio su ovaie, tube, peritoneo o intestino.

Le due condizioni hanno molti sintomi in comune e spesso convivono: avere l'endometriosi aumenta la probabilità di avere anche l'adenomiosi. Se ti è stata diagnosticata una delle due, chiedi al ginecologo se è il caso di cercare anche l'altra. L'endometriosi riguarda circa 1 donna su 10 in età fertile e in media servono 9 anni per arrivare alla diagnosi: puoi approfondire nella pagina dedicata all'endometriosi.

Come si fa la diagnosi di adenomiosi?

Si parte dalla tua storia e da una visita ginecologica: il medico può trovare un utero più grande, più morbido o dolente al tatto. Poi servono gli esami di immagine.

  • Ecografia transvaginale. È l'esame di primo livello. Una sonda sottile, inserita in vagina, mostra da vicino la parete dell'utero. Chi la esegue cerca segni descritti da criteri internazionali condivisi, chiamati MUSA, come una parete ispessita o disomogenea. Conta molto l'esperienza di chi la esegue, e la presenza di fibromi può rendere la lettura più difficile.

  • Risonanza magnetica. È l'esame di secondo livello. Si usa quando l'ecografia non dà una risposta chiara, oppure per valutare nello stesso esame un'eventuale endometriosi.

Gli esperti propongono di mettere insieme sintomi, visita ed esami: nessun elemento, da solo, basta sempre a fare la diagnosi.

Quali sono le cure per l'adenomiosi?

Non esiste una cura uguale per tutte. La scelta dipende dai disturbi che pesano di più, dall'età e soprattutto dal desiderio di avere figli. Le linee guida descrivono diverse opzioni.

Farmaci per i sintomi. Gli antinfiammatori (FANS) possono ridurre il dolore. L'acido tranexamico, che non è un ormone, può ridurre il flusso abbondante.

Terapie ormonali. Tra le più usate ci sono il dispositivo intrauterino (spirale) al levonorgestrel, i progestinici come il dienogest e la pillola estroprogestinica. Gli analoghi del GnRH riducono il volume dell'utero e sospendono il ciclo, ma non si usano a lungo per i loro effetti sulle ossa. Queste terapie possono tenere sotto controllo i sintomi, ma non sono una soluzione definitiva, e alcune non sono compatibili con la ricerca di una gravidanza.

Si può curare l'adenomiosi senza togliere l'utero?

Sì. Oltre ai farmaci, esistono procedure che conservano l'utero. Hanno indicazioni precise e non vanno bene per tutte.

  • Adenomiomectomia. È un intervento chirurgico che asporta il tessuto malato lasciando l'utero. È più adatta alle forme focali, dove il tessuto si può togliere del tutto; nelle forme diffuse l'asportazione è di solito parziale. In una gravidanza successiva c'è un rischio, raro ma serio, di rottura dell'utero: per questo la gravidanza va seguita con attenzione e spesso si preferisce il parto cesareo.

  • Embolizzazione delle arterie uterine. Attraverso un sottile catetere inserito in un'arteria si blocca l'afflusso di sangue alle zone colpite. Non è indicata se desideri una gravidanza.

  • Tecniche di ablazione, come gli ultrasuoni focalizzati (HIFU) o la radiofrequenza. Distruggono il tessuto con il calore. Sono promettenti, ma gli studi sono ancora pochi; l'HIFU, in particolare, non è raccomandato se desideri una gravidanza.

Forse hai letto di «shaving» per l'adenomiosi. In realtà lo shaving è una tecnica della chirurgia dell'endometriosi profonda dell'intestino: il chirurgo separa il nodulo dalla parete del retto e lo asporta, senza togliere un tratto di intestino. Non è un intervento per l'adenomiosi.

Quando si arriva all'isterectomia?

L'asportazione dell'utero è l'unica soluzione definitiva. È un intervento importante e irreversibile, che esclude una gravidanza: si valuta quando le altre cure non bastano e non desideri più figli. Togliere l'utero non significa necessariamente togliere le ovaie: è una decisione diversa, da discutere a parte.

Per visite e interventi, la Fondazione indirizza al Centro Italiano Endometriosi.

Con l'adenomiosi posso avere figli?

Avere l'adenomiosi non significa non poter avere figli. Però può rendere più difficile concepire e aumentare il rischio di aborto spontaneo. Una revisione di nove studi su donne in fecondazione in vitro ha osservato, in chi aveva l'adenomiosi, una probabilità di gravidanza più bassa di circa il 28% e un rischio di aborto più alto. Gli studi erano però molto diversi tra loro: servono dati più solidi.

L'adenomiosi è collegata anche ad alcune complicanze in gravidanza, come il parto pretermine. Se desideri un figlio, dillo subito al ginecologo: alcune cure non sono adatte e la strada va scelta insieme, se serve con un centro di procreazione medicalmente assistita. Nella sezione pubblicazioni trovi le ricerche della Fondazione, comprese quelle sull'adenomiosi.

L'adenomiosi passa con la menopausa?

Di solito i sintomi si attenuano molto, perché in menopausa calano gli estrogeni da cui l'adenomiosi dipende. L'utero, però, può restare più grande del normale. Se vuoi sapere cosa succede all'endometriosi in questa fase, leggi il nostro articolo su endometriosi e menopausa.

Cosa puoi fare ora

Se hai mestruazioni molto abbondanti o dolorose, annota per qualche ciclo la durata del flusso, la sua intensità e i momenti del dolore: è un aiuto concreto durante la visita. Chiedi al ginecologo se nel tuo caso è indicata un'ecografia transvaginale, eseguita da chi ha esperienza con adenomiosi ed endometriosi. Prima di scegliere una cura, parla apertamente dei tuoi progetti di gravidanza.

Per capire se i tuoi sintomi meritano un approfondimento, fai l'autotest della Fondazione.

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