
Endometriosi e menopausa: passa davvero? Cosa dicono le linee guida

Nella maggior parte dei casi sì: con la menopausa le ovaie smettono di produrre estrogeni e i sintomi dell'endometriosi di solito si attenuano o scompaiono. Ma non sempre: l'endometriosi può restare attiva anche dopo la menopausa e, in alcuni casi, venire scoperta proprio in quegli anni.
Qui trovi le risposte alle domande più frequenti: perché a volte non passa, quali segnali osservare, cosa comporta la menopausa chirurgica, se puoi fare la terapia ormonale e quali rischi conoscere, senza allarmismi.
Perché con la menopausa l'endometriosi di solito migliora?
L'endometriosi è una malattia che dipende dagli estrogeni. Riguarda circa 1 donna su 10 in età fertile: in Italia circa 3 milioni di donne. Con la menopausa, che arriva di solito intorno ai 50 anni, le ovaie smettono di produrre estrogeni e progesterone e le mestruazioni si fermano. Le lesioni ricevono meno stimolo e, per molte donne, il dolore legato al ciclo finisce.
Perché a volte l'endometriosi non passa con la menopausa?
Perché gli estrogeni non spariscono del tutto. Dopo la menopausa il corpo continua a produrne piccole quantità, soprattutto nel tessuto adiposo, trasformando altri ormoni. Anche le lesioni di endometriosi possono produrne in proprio, grazie a un enzima chiamato aromatasi.
Alcune terapie, poi, possono stimolare di nuovo la malattia: in particolare gli estrogeni assunti da soli, senza progestinico, e il tamoxifene, un farmaco usato dopo il tumore al seno. Se assumi una di queste terapie, non sospenderla di tua iniziativa: segnala al medico eventuali dolori o disturbi nuovi.
L'endometriosi può comparire dopo la menopausa?
Può succedere. Quanto sia frequente non si sa con precisione: gli studi sono pochi e le stime riguardano una piccola percentuale di donne. A volte si tratta di una malattia presente da anni e mai diagnosticata: in media servono 9 anni per arrivare alla diagnosi, e c'è chi la scopre tardi. In altri casi l'endometriosi sembra comparire per la prima volta dopo la menopausa, ma queste osservazioni si basano soprattutto su singoli casi descritti in letteratura.
Quali sintomi devo tenere d'occhio dopo la menopausa?
Senza il ciclo, l'endometriosi può dare segnali diversi da prima:
dolore pelvico persistente, non più legato a un ritmo mensile;
disturbi intestinali o urinari, spesso scambiati per colon irritabile, diverticoli o cistite;
una massa pelvica scoperta durante un'ecografia;
perdite di sangue dalla vagina.
Questi disturbi possono avere molte cause diverse. Un sanguinamento dopo la menopausa va sempre segnalato al medico, senza aspettare. Per riconoscere meglio i segnali, rileggi i sintomi dell'endometriosi.
Cos'è la menopausa chirurgica e cosa comporta?
È la menopausa che arriva di colpo quando vengono asportate entrambe le ovaie, a volte insieme all'utero. Può accadere nel percorso di cura di un'endometriosi grave. I disturbi tipici della menopausa, come vampate, sudorazioni notturne, problemi vaginali e urinari e sbalzi d'umore, compaiono senza la gradualità della menopausa naturale.
La linea guida ESHRE 2022 ricorda che, se le ovaie vengono asportate presto, il rischio di perdita di densità ossea, malattie cardiovascolari e demenza è più alto. Per questo indica ai medici di continuare a trattare le donne con una storia di endometriosi, dopo la menopausa chirurgica, con una terapia combinata di estrogeni e progestinico, almeno fino all'età della menopausa naturale. Come e per quanto tempo, lo decidi con il tuo ginecologo.
Se ho avuto l'endometriosi, posso fare la terapia ormonale sostitutiva?
Può essere un'opzione. È una delle domande più delicate, ma le linee guida attuali non rispondono con un no categorico. Secondo la linea guida ESHRE 2022:
il medico può considerare una terapia ormonale combinata, cioè estrogeni insieme a un progestinico, per trattare i disturbi della menopausa;
il medico dovrebbe evitare le terapie con soli estrogeni, perché potrebbero associarsi a un rischio più alto di trasformazione maligna delle lesioni.
La prima è una raccomandazione «debole», la seconda «forte», ma entrambe poggiano su prove di qualità bassa. Una revisione sistematica del 2017 ha raccolto gli studi disponibili: ha trovato casi di ritorno della malattia in donne in terapia, ma senza differenze statisticamente significative rispetto a chi non la seguiva, e ha concluso che non si possono trarre conclusioni definitive sui rischi.
In pratica, la terapia ormonale non è esclusa a priori. Il tipo di terapia però conta, e la scelta va fatta con il ginecologo, pesando i tuoi sintomi, la tua storia e i tuoi fattori di rischio.
Come si cura l'endometriosi dopo la menopausa?
Gli studi sono pochi. La linea guida ESHRE indica che, in caso di dolore o di segni di endometriosi dopo la menopausa, l'intervento chirurgico può essere un'opzione. Quando la chirurgia non è possibile, si possono considerare gli inibitori dell'aromatasi, farmaci che riducono la produzione di estrogeni. Sono raccomandazioni deboli, basate su prove limitate: il percorso va costruito caso per caso con il tuo ginecologo.
Dopo la menopausa l'endometriosi aumenta il rischio di tumore?
È una paura comune e merita una risposta chiara. Secondo la linea guida ESHRE, l'endometriosi non aumenta in modo significativo il rischio di tumore in generale. È associata a un rischio un po' più alto di alcuni tumori, come quello dell'ovaio, ma l'aumento in termini assoluti è basso. L'opuscolo ESHRE per le pazienti lo traduce così: il rischio di tumore dell'ovaio nel corso della vita passa da circa 1,3 donne su 100 a circa 2,5 su 100.
La trasformazione maligna delle lesioni dopo la menopausa è descritta soprattutto in singoli casi, spesso in donne che assumevano soli estrogeni: per questo non è possibile stimarne con precisione la frequenza. Le linee guida riconoscono questa incertezza e chiedono che una massa pelvica scoperta dopo la menopausa venga studiata secondo i protocolli oncologici. Non servono screening speciali oltre a quelli previsti per tutte le donne, salvo fattori di rischio particolari come una storia familiare di tumore.
Per la prevenzione, ESHRE suggerisce le stesse misure valide per tutte: non fumare, mantenere un peso sano, fare attività fisica con regolarità, mangiare molta frutta e verdura e limitare l'alcol. Sull'alimentazione trovi approfondimenti nella sezione alimentazione della Fondazione.
Cosa puoi fare ora
Se hai avuto l'endometriosi e ti avvicini alla menopausa, parlane con il ginecologo prima che arrivino i disturbi, per decidere insieme come affrontarli. Se ti è stata proposta l'asportazione delle ovaie, chiedi cosa comporterà la menopausa chirurgica e quale terapia è prevista dopo. Se dopo la menopausa hai dolore pelvico nuovo, disturbi intestinali o urinari che non passano o perdite di sangue, non aspettare: fatti visitare.
Se vuoi capire se i tuoi sintomi possono essere legati all'endometriosi, fai l'autotest della Fondazione.
Fonti
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