a woman sleeping on a bed with a blue blanket

Postoperatorio dopo la laparoscopia per endometriosi: cosa aspettarti

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Dopo una laparoscopia per endometriosi non troppo estesa, la maggior parte delle donne torna al lavoro in una-tre settimane; se l'intervento è stato più complesso, il recupero completo può richiedere fino a 6-8 settimane. Nei primi giorni sono normali dolore alla pancia e alla spalla, gonfiore e stanchezza, mentre febbre, dolore che peggiora o vomito che non passa sono segnali per chiamare subito il medico.

Ogni intervento è diverso: togliere piccoli focolai non è come operare un'endometriosi profonda su intestino o vescica. Le indicazioni del tuo chirurgo valgono sempre più di qualsiasi guida generale, compresa questa.

Cosa è normale nei primi giorni?

Nelle prime 24 ore dopo l'anestesia generale puoi sentirti assonnata e meno lucida. In questo periodo è meglio avere accanto un adulto, non guidare e non prendere decisioni importanti.

Nei giorni successivi sono comuni:

  • dolore e crampi nella parte bassa della pancia;

  • dolore alla spalla;

  • gonfiore addominale;

  • nausea, mal di gola e lividi intorno alle piccole ferite;

  • un leggero sanguinamento vaginale per 24-48 ore;

  • stanchezza, che per molte donne è l'ultimo sintomo a passare.

Alla dimissione di solito ricevi indicazioni sugli antidolorifici: seguile e chiedi al medico se il dolore non è controllato. Alcuni antidolorifici, come quelli che contengono codeina, possono dare sonnolenza, nausea e stitichezza.

Perché mi fa male la spalla?

Durante la laparoscopia l'addome viene gonfiato con anidride carbonica, per dare spazio al chirurgo. Secondo l'ipotesi più condivisa, il gas che resta nella pancia stimola il nervo frenico, e il dolore si sente nella spalla.

È un disturbo molto frequente. In uno studio su 437 donne operate in laparoscopia ginecologica ne ha sofferto il 68%. In oltre 9 casi su 10 compariva il giorno dopo l'intervento, con il picco tra 12 e 24 ore, e poi si riduceva nei giorni successivi.

Se però il dolore alla spalla è molto forte, peggiora o arriva insieme a mancanza di fiato o dolore al petto, non aspettare: chiedi subito aiuto.

Quanto dura il recupero?

Dipende soprattutto da cosa è stato fatto durante l'intervento. Le indicazioni del Royal College of Obstetricians and Gynaecologists (RCOG), la società britannica dei ginecologi, distinguono così:

  • Laparoscopia diagnostica o con un trattamento semplice, per esempio di piccoli focolai di endometriosi: spesso torni a casa in giornata e ti senti in grado di tornare al lavoro entro circa una settimana.

  • Laparoscopia con un intervento intermedio, per esempio l'asportazione di una cisti ovarica: in genere si torna al lavoro dopo due-tre settimane.

  • Interventi maggiori, come quelli per endometriosi grave: non rientrano in queste stime. Ricovero e recupero sono più lunghi, e i tempi te li indica il chirurgo.

Il servizio sanitario inglese (NHS) aggiunge che, quando la laparoscopia serve a operare e non solo a fare una diagnosi, il recupero completo può richiedere fino a 6-8 settimane.

Il recupero può essere più lento se fumi, se hai altre malattie come il diabete o se ci sono state complicazioni. Se senti di non migliorare come ti aspettavi, parlane con il tuo medico.

Quando posso tornare al lavoro e guidare?

Conta anche il tipo di lavoro: se è fisicamente pesante o stai in piedi tutto il giorno, potresti aver bisogno di più tempo di chi lavora seduta. Anche con un lavoro leggero, è meglio non fare molto nelle prime 48 ore.

Non guidare per almeno 24-48 ore dopo l'anestesia. Prima di rimetterti al volante devi:

  • non sentire più l'effetto sedativo degli antidolorifici;

  • riuscire a stare seduta e a indossare la cintura senza dolore;

  • essere in grado di fare una frenata di emergenza e di girarti per le manovre.

Ricomincia con tragitti brevi. Prima di un viaggio lungo, oltre quattro ore seduta, parlane con il medico: stare ferma a lungo aumenta il rischio di trombosi.

Come mi prendo cura delle ferite?

Di solito le ferite sono da una a quattro, lunghe da mezzo centimetro a un centimetro, e una si trova nell'ombelico. Sono chiuse con punti o colla: alcuni punti si riassorbono da soli, altri vanno tolti, in genere 5-7 giorni dopo l'intervento.

La medicazione di solito si può togliere dopo circa 24 ore, e da quel momento puoi fare la doccia. Evita l'acqua troppo calda, che può far sanguinare le ferite, e asciugale tamponando con delicatezza. Per il bagno in vasca chiedi al chirurgo: secondo l'NHS è meglio aspettare due settimane, o comunque che le ferite siano guarite.

Cosa posso mangiare e bere?

Bevi molto, soprattutto acqua: le indicazioni dell'RCOG parlano di fino a due litri di liquidi al giorno. Un'alimentazione varia e ricca di fibre, con frutta, verdura e cereali integrali, aiuta a prevenire la stitichezza, che alcuni antidolorifici possono favorire. Se l'intervento ha coinvolto l'intestino, segui le indicazioni specifiche che ricevi alla dimissione.

Per idee pratiche, trovi la guida della Fondazione su alimentazione ed endometriosi.

Quando posso riprendere sport e rapporti sessuali?

Muoverti presto fa bene: aiuta il recupero e riduce il rischio di trombosi. Già il giorno dopo, se te la senti, puoi fare passeggiate di 10-15 minuti, mattina e pomeriggio. Dopo una laparoscopia semplice, molte donne a metà della prima settimana camminano con calma per 30-60 minuti e tornano ai livelli di attività abituali entro la seconda settimana.

Il nuoto si può riprendere quando ti senti a tuo agio, se non ci sono stati interventi aggiuntivi; dopo interventi più complessi evita per qualche settimana in più gli sport di contatto e di forza. Chiedi al chirurgo quando riprendere gli addominali.

Per i rapporti sessuali, dopo una laparoscopia semplice la regola è: quando ti senti pronta. Se l'endometriosi coinvolgeva la vagina o il setto retto-vaginale, o se l'intervento è stato esteso, chiedi al chirurgo quanto aspettare. Se senti secchezza, un lubrificante può aiutare.

Quando devo chiamare subito il medico?

La maggior parte delle donne si riprende bene, ma come dopo ogni intervento possono esserci complicazioni. Contatta subito il chirurgo, il reparto in cui sei stata operata o il tuo medico di famiglia se hai:

  • febbre, brividi o sensazione di caldo e freddo;

  • dolore alla pancia che aumenta invece di diminuire, soprattutto se hai anche febbre, inappetenza o vomito: può essere il segno di un danno all'intestino o alla vescica;

  • vomito forte o che non si ferma;

  • pancia gonfia;

  • ferite arrossate, gonfie, calde o doloranti, che sanguinano o da cui esce pus;

  • sanguinamento o perdite vaginali insolite;

  • bruciore quando urini o bisogno di urinare molto spesso;

  • una gamba dolorosa, gonfia, arrossata o calda;

  • nessun miglioramento con il passare dei giorni.

Chiama il 112 o il 118, o vai al pronto soccorso, se hai dolore al petto, grave difficoltà a respirare, tosse con sangue o battito del cuore molto accelerato.

Dopo l'intervento serve una terapia?

L'endometriosi è una malattia cronica: anche dopo un intervento ben riuscito i sintomi possono tornare.

La linea guida della Società europea di riproduzione umana ed embriologia (ESHRE, 2022) indica che una terapia ormonale dopo l'intervento può essere presa in considerazione per migliorare il risultato e ridurre il rischio che dolore o cisti ovariche da endometriosi (endometriomi) si ripresentino, nelle donne che non cercano una gravidanza nell'immediato. Se desideri un figlio, il percorso è diverso e va pianificato con lo specialista.

Non esiste una scelta giusta per tutte: decidi con il tuo ginecologo, valutando benefici, effetti collaterali, sintomi e progetti.

Cosa puoi fare ora

Prima di lasciare l'ospedale, chiedi che cosa è stato fatto durante l'intervento, quali sono i tuoi tempi di recupero e chi chiamare in caso di dubbi. Nelle settimane successive annota dolore, sintomi e ciclo: ti servirà alla visita di controllo. Per visite e interventi in un centro specializzato, la Fondazione indirizza al Centro Italiano Endometriosi. E se un'amica o una familiare ha sintomi simili ai tuoi, invitala a fare l'autotest della Fondazione: è semplice e anonimo.

Fonti
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